Vita comica di Pirro secondo Plutarco

Pagine 150
Euro 12,00


Pirro, lo ricordate? Proprio lui, il re dell’Epiro (319-271 a.C.); quello che precorse i carri armati usando gli elefanti in guerra; quello della vittoria di Eraclea contro i Romani, che sappiamo pari (quasi) a una sconfitta; quello che perdendo a Maleventum contribuì a farle cambiar nome in Beneventum. Un condottiero, certo. Ma fu anche e soprattutto un personaggio com’è difficile trovarne di così diversi impasti: un poco boss, un poco brigante, un poco avventuriero, rozzo e raffinato a un tempo.

Dario Sabbatucci lo ha saputo "estrarre" dalle pagine dimenticate di Plutarco, il grande storico di Cheronea (45 ca.-125), ne ha rinverdito per noi carattere, abitudini, amori, invenzioni e follie. Non ha inventato niente, l’autore moderno, rispetto al biografo antico. Storico anch’egli, non avrebbe fatto questo torto al suo lontano collega. Ha solo abilmente incollato e riverniciato con moderne pennellate d’ironia, quello che nel testo greco c’era scritto. Non una forzatura, non un arbitrio. Non un’omissione. Eppure n’è venuta fuori un’opera del tutto nuova, deliziosamente irriverente, straordinariamente godibile, che mischia l’ironia al rigore storico, illuminando le superstizioni d’oggi alla luce di quelle dei tempi di Pirro.

Il quale Pirro, dopo averlo conosciuto in questo libro, diventerà un compagno assiduo nelle pause dedicate ai ricordi delle vostre letture più care. Sorrideremo, sorriderete, ripensando ancora alla sua comica vita. Che, per essere tale, fu - come sempre in questi casi - ironicamente tragica.


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