Dominique de Villepin

I Cento Giorni o lo spirito di sacrificio

 Pagine 678 Euro 28,00

 

Primo marzo 1815: dopo la fuga dall’isola d’Elba ha inizio la prodigiosa avventura dei "cento giorni". Tra suoni festosi di campane, acclamazioni di popolo e dell’armata, Napoleone riconquista il suo trono senza sparare un colpo di fucile. Ma l’Europa intera lo condanna. I grandi notabili in Francia, diffidenti, ne prendono le distanze. Fra una dittatura dalle inclinazioni rivoluzionarie e un patto liberale, l’Imperatore esita prima di elargire una Costituzione che non soddisfa il popolo e delude le élites. Rimasto solo, privo ormai dell’aureola leggendaria, pone tutto in gioco sul campo di battaglia. È il disastro di Waterloo. Dinanzi alla fronda parlamentare, Napoleone sceglie il sacrificio. Accetta l’esilio di Sant’Elena mentre Fouché e Talleyrand – "vizio e crimine" – suggellano la loro alleanza per impadronirsi del potere. L’epopea si estingue nella tragedia. Accanto ai protagonisti, compaiono i prodigiosi comprimari: Ney, Constant, Chateaubriand, La Fayette, La Bédoyère. Questo libro getta nuova luce sulla personalità di Napoleone. Dietro al duello fra l’Imperatore e Luigi XVIII, tutto si muove, tutto viene rimesso in discussione nel travaglio d’una crisi che disegna il volto della Francia moderna. E anticipa quello dell’Europa.

 

DOMINIQUE DE VILLEPIN (Rabat 1953). Laurea in lettere e giurisprudenza; diplomato all’"Institut d’études politiques" di Parigi; allievo della "Ecole nationale d’administration" (Ena) dal 1978 al 1980. Incaricato per le questioni del Corno d’Africa alla direzione degli Affari africani e malgasci (1981-84); membro del Centro di analisi e previsioni (1981-84); consigliere per il Medio Oriente, successivamente direttore del servizio stampa informazione dell’ambasciata di Francia negli Stati Uniti, dove ha ricoperto anche la carica di ministro consigliere (1984-89). Dall’‘89 al ‘93, ministro consigliere dell’ambasciata di Francia in India.

Tornato in Francia, è stato capo gabinetto del ministro degli Esteri Alain Juppé dal ‘93 al ‘95 e segretario generale della presidenza della Repubblica dal ‘95 al 2002. Ministro plenipotenziario nel ‘99. Dal 2002 al 2004 ministro degli Esteri; dal 2004 ministro degli Interni. Dal giugno 2005, Primo Ministro.

Ha pubblicato: "Parole d’exil" (1986); "Le droit d’aînesse" (1988); "Sécession" (1996); "Elégies barbares" (1996); "Les Cent-Jours, ou l’esprit de sacrifice" (2001, Prix des Ambassadeurs e Grand prix Premier Empire de la Fondation Napoléon); "Le cri de la gargouille" (2002); "Eloges des voleurs de feu" e "Autre monde" (2003); "Le requin et la mouette" (2004).