Racconti di Galizia

Pagine 260
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Con un ampio saggio biografico e critico sull’autore "maledetto" di Giuseppe dall’Ongaro.


Sei racconti, sei capolavori della letteratura mitteleuropea recuperati in una nuova versione preceduta da un ampio saggio biografico e critico sull’autore maledetto Leopold von Sacher-Masoch. Un appellativo, questo di maledetto, a cui più equamente dovrebbe aggiungersi l’aggettivo infelice. Tragica sorte, infatti, quella d’uno scrittore per unanime riconoscimento fra i più dotati dell’area di lingua tedesca alla fine dell’Ottocento, che colpito da forme sempre più gravi di perversione sessuale vede le sue opere migliori condannate all’ostracismo e al silenzio, mentre intorno a lui cresce l’interesse morboso e scientifico a causa d’una patologia psichica del tutto estranea al suo vero talento.

Ingiustamente accostato al marchese de Sade, Leopold von Sacher-Masoch non fu soltanto infatti l’autore della famosa Venere in pelliccia e di tanti altri scritti ispirati dall’ossessione della donna dominatrice e crudele, dispensatrice di perversi godimenti. Tale aspetto, a cui Sacher-Masoch deve ancora oggi la sua celebrità, offrì a Freud l’occasione per fondamentali studi che resero celebre il termine masochismo. Sacher-Masoch scrisse però anche splendidi racconti ambientati nella magica atmosfera della Galizia orientale, ove nella selvaggia natura dei Carpazi - mirabilmente descritta - si stagliano figura indimenticabili di briganti, proprietari terrieri, avventurieri, donne appassionate e vendicatrici, nella commistione di popoli, lingue , religioni e nazionalità diverse. Ebrei, polacchi, ruteni, tedeschi, cristiani ortodossi e cattolici, altre minoranze etniche dalle misteriose origini come gli Huzli, si incontrano, si contrastano o si ritrovano in un crogiolo affascinante nella stessa atmosfera incantata dei quadri di Chagall e dei libri di Singer.

Una lettura appassionante, una riabilitazione doverosa del grande scrittore austriaco che la follia condannò alla disperazione, alla morte prematura, all’oblio letterario.


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