Le Scienze

 

Due epoche, un pensiero

di Enrico Bellone

"La mente si illumina e si rassicura allorché trova ordine e regola, ove non credeva che confusione e ruina. Beneficio grande è fatto all’uomo dall’Astronomia". Così il quindicenne Giacomo Leopardi tracciava la cornice filosofica di un’impresa alla quale aveva preso a lavorare: La storia della Astronomia dalla sua origine all’anno MDCCCXI. Si era nell’anno 1813, e quel giovanissimo Leopardi dedicò almeno sei mesi alla stesu-ra di un lavoro che è veramente, ancora ai giorni nostri, ammirevole. E stupefacente, senza ombra di dubbio, se si pensa all’incredibile estensione della bibliografia citata da Leopardi: il quale, durante quell’annata, studiava anche greco, ebraico e latino, e preparava gli schemi di quella che sarebbe divenuta la sua opera poetica.

È fatto noto già da lungo tempo che Giacomo Leopardi si era formato con una soli-da cultura di matrice scientifica e coltivava una spiccata inclinazione verso una visione materialistica della natura. Non a caso, infatti, quando elaborò il progetto di un’antologia della narrativa italiana, decise di inserire molti passi di quel prodigioso scrittore - cosa ignota a troppi nostri concittadini - che fu Galileo Galilei.

E, in particolare, trovò posto a quelle pagine galileiane nelle quali la natura è rappresentata, materialisticamente, come matrigna inesorabile, insensibile ai desideri del principe e dell’uomo della strada, ostinata nel tutelare se stessa dalle pretese dei filosofi in libris.

Gli argomenti propri della riflessione galileiana risuonano anche nelle invettive del giovanissimo Leopardi, là dove egli rievoca, riferendolo ai primordi degli studi dell’astronomia, il nefasto influsso delle credenze astrologiche, grazie alle quali "il volgo non divenne più savio, e gl’impostori applauditi dal volgo seguirono a ingannarlo… Questa infermità di mente fu ed è tuttora incurabile".

L’astronomia, rivisitata da Leopardi, aveva – e ha ancora – un buon numero di nemici. E invece è sinceramente bello rileggere, varcata la soglia del XXI secolo, le righe in cui il poeta della Ginestra dimostrava, sin da ragazzino, di avere assimilato le motivazioni di base che, a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, generavano ostilità nei confronti del sistema copernicano. Quel sistema, infatti, violava (e ancora viola) apertamente la percezione sensoriale: "L’uomo divien suo nemico sin dalle fasce. I suoi sensi lo persuadono a credere che le stelle ed il sole si muovono, e ad un uomo volgare sembra una spezie di follia l’ammettere nella terra un moto, che egli non vede e non sente, e che tutte le relazioni e gli oggetti, che egli ha d’intorno, cospirano a dimostrargli impossibile".

Scorrono così, per il lettore, le prime 367 pagine di questo libro. Nella lettura della visione leopardiana degli oggetti celesti e delle forze che li governano, ma anche delle erronee interpretazioni che più d’uno ne ha dato: una visione straordinariamente lucida e spesso sorprendente. Subito dietro questa ampia sezione s’innesta la sorpresa editoriale, intelligente e colta, di trovare un seguito: una Storia dell’astronomia dal MDCCC al XXI secolo, tracciata da Margherita Hack.

Le conoscenze professionali e la passione per la divulgazione eccellente di Margherita Hack non costituiscono certo una novità, per chi da decenni ne segue le gesta sulla scena italiana dell’astronomia. Ma vorrei sottolineare che, in queste recentissime pagine, la Hack ha trovato un registro comunicativo di grande efficacia. Un astronomo e uno storico dell’astronomia se ne rendono conto immediatamente.

Ma sono certo che anche il cittadino colto, purché ami i libri e coltivi giuste curiosità attorno ai cammini di scoperta che ruotano attorno all’astronomia, troverà attraente questa coraggiosa iniziativa editoriale: dai tempi di Leopardi ai giorni nostri, la crescita delle conoscenze umane ha fatto passi giganteschi. E, come annota la Hack in chiusura, forse "noi ci siamo perché questo universo, casualmente, ha i valori adatti alla nostra comparsa".

[da Le Scienze, settembre 2002]