Lenka Reinerová


Lenka Reinerová

Praga, 17 maggio 1916 - 27 giugno 2008 di famiglia ebraica, giovanissima ha lavorato come giornalista per la Arbeiter-Illustrierte-Zeitung. Nel 1938, in seguito alle persecuzioni naziste, è fuggita in Francia dove è stata internata, per poi riparare in Marocco e da lì in Messico. È tornata in Europa dopo la fine della guerra con suo marito, il medico e scrittore Theodor Balk, vivendo per alcuni anni a Belgrado e, dal 1948, di nuovo a Praga. All’inizio degli anni Cinquanta, vittima delle epurazioni staliniste, ha trascorso quindici mesi in carcere per poi essere confinata con la famiglia in provincia. È stata riabilitata solo nel 1964. Dopo la Primavera di Praga però le è stato proibito di scrivere, è stata bandita dal partito e ha perso il lavoro presso un editore. Negli anni Ottanta ha finalmente ripreso la sua attività di scrittrice ed è stata l’ultima autrice in lingua tedesca del suo Paese. Nel 1999 ha ottenuto il prestigioso premio Schillerring der Deutschen Schillerstiftung.


“Ancora oggi credo che la vicinanza di persone ‘in lotta per una vita migliore’ mi abbia impresso chiaramente il loro marchio fin dall’infanzia, sebbene sia cresciuta ben protetta in una stanza per bambini, con una tovaglia ricamata e buone maniere a tavola”. L’esilio, la persecuzione, l’internamento hanno trasformato la piccola “protetta” praghese in una donna che ha sempre condiviso, nella sua lunga esistenza, le battaglie non solo dei lavoratori ma di chi reclamava il sacrosanto diritto alla libertà.

E libero, anche nei momenti di più dura repressione, fu lo spirito di Lenka Reinerová che nessun regime è mai riuscito a domare.


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