La congiura

Pagine 144
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Questa è la storia d’una congiura, d’un processo e di un enigma. Nelle tormentate vicende che accompagnarono gli albori del Risorgimento italiano, la tragica figura di Ciro Menotti (1798-1831) emerge con singolare evidenza sia per le sue qualità individuali che per l’arresto, il processo e la condanna a morte nella Modena di Francesco IV. Dramma giudiziario, intrigo politico, scontro di personalità ambigue o generose, La congiura di Mauro Stramacci ricostruisce con la scorta di una rigorosa documentazione anche inedita, le circostanze di questo fin ora irrisolto enigma italiano. La cornice storica è quella del Ducato di Modena, tornato con la Restaurazione agli Estensi nella persona di Francesco IV, figlio dell’arciduca Fernando e di Maria Beatrice d’Este. Monarca assoluto egli governa con intelligenza ed astuzia il piccolo Stato, in perfetta sintonia con la politica di Vienna, ma nutrendo anche mascherate ambizioni verso un ipotetico Regno d’Italia, ora immaginabile dopo l’esperimento napoleonico. Tali segreti propositi lo spingono attraverso l’ambigua figura di Enrico Mosley a cercare un’intesa segreta con Ciro Menotti, giovane imprenditore, fervente sostenitore dei principi costituzionali e unitari, esponente della massoneria nell’Emilia-Romagna. Ma quando, dopo la rivoluzione parigina del 1831, anche nel Ducato scoppia l’insurrezione, Francesco IV, con improvviso voltafaccia, ordina l’arresto di Menotti e il processo che si conclude con la condanna a morte.

L’autore approfondisce ogni aspetto dell’intricata vicenda - oggetto di molte controversie storiche - delineando un’ipotesi originale quanto convincente.


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