I tordi e il professore

Pagine 120
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In appendice: come Verdi musicò il Tricolore (spartito inedito).


Può il regalo di cinque tordi consolare un professore "assenteista", afflitto per il richiamo del ministero che rischia di sospendergli lo stipendio? Da un curioso episodio accaduto durante il periodo di Firenze capitale (1865-1870) nella celebre scuola di recitazione di via Laura, prende spunto il titolo di questo libro.

Sulla scorta d’un vasto carteggio inedito fortunosamente ritrovato, vengono ricostruiti atteggiamenti, caratteri, consuetudini e pregiudizi di personaggi eminenti o comunque rappresentativi di quegli anni cruciali della storia d’Italia, a ridosso dell’appena raggiunta unità.

Al poeta e drammaturgo Francesco Dall’Ongaro (1808-1873), autore dell’allora popolarissimo Fornaretto di Venezia e di fortunati Stornelli risorgimentali, si rivolgono per le più svariate ragioni - spesso futili, talvolta angosciose - romanzieri, pittori, teatranti, politici, compagni d’esilio o d’imprese garibaldine. Fra tutte emerge l’eccezionale personalità d’un giovane esordiente, Giovanni Verga, alla ricerca affannosa d’un editore per la sua Storia d’una capinera, in segreta competizione sentimentale col suo amico e conterraneo Mario Rapisardi. Alle sin qui sconosciute lettere dei due autori siciliani, si accompagnano quelle - anch’esse inedite - di Luigi Capuana e di molti altri protagonisti delle vicende culturali e politiche del tempo. Ne deriva un affresco insolito, non di rado venato d’ironia, della società italiana fine ‘800, con implicazioni che giungono sino ai giorni nostri.

In appendice, un documento che ha il sapore d’una scoperta: la storia di come Giuseppe Verdi musicò Il Brigidino, raffigurante il Tricolore. Uno studio di Mario Cantù, con lo spartito del grande maestro (per gentile concessione della Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali).


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