I taccuini di Napoleone

Pagine 250
Euro 16,00


"Io, Napoleone Bonaparte". È in prima persona che di sé racconta l’imperatore. Confessioni, ricordi, speranze tradite, glorie appassite e non scordati affetti, giudizi su popoli (gli Italiani in particolare), donne, religioni, arte di governo e di comando. Lettura coinvolgente, questa dei Taccuini, che di nuovo - ma in forma del tutto insolita - ci riaccosta al personaggio più ammirato e controverso dell’intera storia moderna. E più enigmatico anche: quasi un libro al giorno, da quando morì nel 1821, su di lui pubblicato in ogni parte del mondo. Ancora non risolto il mistero della sua intramontata capacità fascinatrice, nonostante il lascito cruento e l’accusa d’avere, proclamandosi imperatore, tradito con la repubblica anche la rivoluzione.

I Taccuini che qui proponiamo non risolvono l’enigma, ma aiutano a precisarne i contorni, snebbiando le fumisterie dei pregiudizi. Provengono, questi Taccuini, da una scelta diligente compiuta setacciando otto volumi comparsi clandestinamente negli anni 1827-28 e intitolati Comentarj di Napoleone (proprio così, con una sola emme). Per sfuggire alla censura, recavano Brusselles (sic) come luogo di stampa, che fu invece probabilmente Milano. Raccoglievano fra l’altro vicende di battaglie e di trattati che ritroviamo egualmente nel celebre Memoriale di Sant’Elena. Questo materiale già noto l’abbiamo lasciato da parte, accogliendo qui solo ciò che Napoleone dice usando l’Io. Ne è venuta fuori un’antologia sorprendente per vivacità e forza evocativa, umana, psicologica. In aggiunta una Descrizione dell’Italia che non mancherà di stupire il lettore per la sua esattezza e lungimiranza. Ma la scrisse proprio tutta Napoleone? E chi stampò i Comentarj?. Avanziamo qualche ipotesi. Quest’altri due enigmi abbiamo provato a risolverli davvero.


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