Giovanni Papini


Giovanni Papini

Nato nel 1881 a Firenze dove è quasi sempre vissuto ed è morto nel 1956, Giovanni Papini fu nella sua giovinezza uno dei più attivi promotori di cultura attraverso riviste come il “Leonardo”, “L’Anima”, “L’Acerba” insieme, rispettivamente, a Giuseppe Prezzolini, Giovanni Amendola e Ardengo Soffici, dopo essere stato redattore-capo del “Regno” di Enrico Corradini e direttore nel 1912 della “Voce”.

Autore nel primo quindicennio del Novecento di libri di narrativa come Il tragico quotidiano, Il pilota cieco e Un uomo finito, di critica e teoria filosofica, Il crepuscolo dei filosofi, Pragmatismo, di ritratti e interpretazioni, 24 cervelli, dei “poemetti in prosa” di Cento pagine di poesia e dei versi di Opera prima. Dopo la conversione, nel 1921, pubblicò la Storia di Cristo e, fra le molte opere successive, Sant’Agostino, Dante vivo, Italia mia, La corona d’argento, Lettere agli uomini di Celestino VI, Passato remoto, Il diavolo, La felicità dell’infelice. Postumo il Giudizio universale del 1957.


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