Monica Berté
"Intendami chi può"
Il sogno del Petrarca nazionale nelle ricorrenze dall’Unità a oggi. Luoghi, tempi e forme di un culto.
Pagine 250 Euro 20,00
Questo libro viene pubblicato in coincidenza con il settimo centenario della nascita di Francesco Petrarca (1304) e si onora d’aver meritato il logo scelto dal Comitato Nazionale per le celebrazioni della ricorrenza (in copertina). L’ambizione del presente volume è di contribuire all’avvenimento con un apporto originale, "esplorando" un campo d’indagine sinora trascurato e d’interesse non solo specialistico. Alla immagine tradizionale d’un Petrarca intento a meditare sulle cose d’Italia, si contrappone qui una visione speculare opposta: quella, cioè, dell’Italia che si interroga sul Poeta e lo interpreta a seconda delle proprie cangianti esigenze politiche e culturali. Di un’Italia, intendiamo, considerata da quando essa esiste come unità statale e nazionale, vale a dire dal 1861. L’esame che della materia ha compiuto con perizia di ricerca e abilità letteraria, la giovane e valente studiosa Monica Berté, offre un inedito, appassionante e spesso divertente panorama della storia e del costume nazionale, attraverso le cadenze petrarchesche, dalla monarchia "liberale", alle guerre, al fascismo, sino ai nostri giorni. La complessità e la difformità ermeneutica del materiale considerato, ha suggerito anche la scelta editoriale del titolo tratto dal verso "Intendami chi può, ch’io m’intend’io" del Canzoniere (più propriamente Rerum vulgarium fragmenta; 105, 17).
In conclusione: un’opera di erudizione ma anche una lettura affascinante, una sorprendente riscoperta del posto che il Poeta occupa nel profondo del nostro comune sentire e che si manifesta - come afferma l’autrice - nel "sogno del Petrarca nazionale".
Monica Berté
, nata a Roma nel 1969, è ricercatore di Filologia umanistica presso l’università "G. D’Annunzio" di Chieti. Ha curato l’edizione critica della Senile 5, 2 (Materiali per l’Edizione nazionale delle Opere di Francesco Petrarca 1, Firenze, Le Lettere, 1998) e dell’Epistola contra Gallum di Francesco Petrarca (Tesi di Dottorato, Messina 1998). Ha pubblicato inoltre un articolo su Floro (3, 10, 26) e Petrarca: un esempio di riscrittura (Rivista di Filologia e d’Istruzione classica" n. s. 128, 2000) e il libro Jean de Hesdin e Francesco Petrarca, Messina, centro interdipartimentale di studi umanistici, 2004. Ha vinto il premio "Io Libro 2003" con lo scritto Frammenti di un culto, in L’Almanacco dell’Altana 2004.