Presentazione

Eccoci al secondo Almanacco dell'Altana. Che è anche il primo. Vi sembra, questo, più che un almanacco un alambicco? Non lo è. Ve lo spieghiamo subito. L'Almanacco che avete per le mani è il secondo perché già l'anno scorso ne pubblicammo uno, consacrato al '95. Lo sanno bene i nostri moltissimi lettori. Moltissimi? Rideteci pure su. Chiamatele pure vanterie, sfrontate vanterie, le nostre. Forse avete ragione. Certo è un azzardo un po’ forte, / scrivere delle cose così / che che ci son professori oggidì / a tutte le porte (Palazzeschi). Saranno anche una miseria, le nostre 450 copie dell'Almanacco 1995 rispetto alle medie editoriali. Ma a noi che 450 copie d'un prodotto tanto strampalato e disutile, privo di gadget, pubblicità, premi, icone e timbri di garanzia, siano state tutte assorbite in poco tempo, ce li fa apparire - quei lettori - una moltitudine da audience prima serata. Attenzione, auditel. C'è da preoccuparsi. Vi sono ancora superstiti sulla zattera della Medusa.

 

Incoraggiati, ripetiamo l'esperimento. Arriviamo così al presente, secondo Almanacco. Ch'è pure il primo - dicevamo - perché l'anno scorso non avendo ancora una casa editrice nostra ci siamo valsi della generosa ospitalità offertaci dalla Tipografia Editrice Sallustiana, ove stampiamo. Invece quest'anno la casa editrice l'abbiamo costituita in proprio e così l'Almanacco dell'Altana 1996 esce per la prima volta sotto gli auspici e con i crismi delle Edizioni dell'Altana, che Dio ci assista e ci perdoni.

Le pagine le abbiamo aumentate d'un sedicesimo, arrivando a quota 176. La formula e i propositi sono gli stessi. Della formula - per chi non la conoscesse - possiamo accennare in breve, essendo ben consapevoli dei suoi ingredienti: fiele, zucchero e cannella, con molto Bertoldo e punto Cacasenno. Ci affidiamo ai soliti dodici mesi incasellati negli almanacchi consueti, v insacchiamo dentro un po' di tutto, complici inconsapevoli i collaboratori, ricorrendo magari a qualche trucco per far combaciare con l'anno giusto le ricorrenze che più ci vanno a sangue, in modo d'accompagnarvi - piacevolmente, si spera - per tutto il 1996.

Questo per la formula. In quanto ai propositi, ne abbiamo pochi e alquanto vaghi. Tranne uno, molto ambizioso, che ci è caro, inchiavardato nell'impalcatura portante dell'Altana. Quello di offrire, a chi ci viene a trovare, da qualsiasi luogo provenga, un panorama senza nebbie con vista oltre la distesa delle antenne chiocciolute, aperto su tutti gli azimut. Finché c'è luce.