Almanacco dell'Altana 2000

Presentazione

 

Entriamo nell’anno sei. "Non diciamo sciocchezze. Lo sanno tutti che entriamo nel duemila". Già, ma noi non parliamo del calendario. Parliamo dell’Almanacco. È lui che compie sei anni. "E a chi volete che gliene importi? Son ben altre le scadenze di riguardo. Il secolo. Il millennio. Sei anni? men che niente, al paragone".Certo per Lorsignori sarà così. Ma sei anni, a noi, non ci par vero. Quando nacque la creatura era tanto fragile che si temeva il peggio a breve. Nemmeno le maghe (o le streghe) che frequentano l’Altana osavan pronunciarsi. "Vivrà finché vivrà".

Invece l’Almanacco ce l’ha fatta. Sei anni, svolta esistenziale. Si lascia l’asilo. Si entra nella scuola. Data da festeggiare, in coincidenza - inevitabile, dato il baccano che ci fanno sopra - con l’entrata nell’anno dai tre zeri. Presentiamo quindi per l’occasione un Almanacco lustrato a cera, da expo. Più pagine, più disegni. Un gioco, un premio, moltissimi sberleffi. Inediti e riscoperte di gran pregio. Tutto qui? No davvero. Il meglio sta nei contributi (saggi, racconti, commenti, ricordi) dei nostri collaboratori eccellenti, vecchi e nuovi (a tutti loro, grazie davvero). Qualche esempio? Impossibile qui sceglierne uno senza far torto agli altri. Un’idea, però, di quello che nelle pagine seguenti troverete, ricorrendo a Palazzeschi (Pizzicheria), ve la possiamo dare: "Tavole regali / di mosaici fini / bizantini veneziani fiorentini: / soprassate salami salamini, / e la più bella, / quella proprio del re: / la mortadella!"

Portatevele a casa, con l’Almanacco, tutte queste prelibatezze. Basta che non le crediate affastellate a caso, tanto per inzeppare la dispensa. Prodotti diversi, unico il criterio della scelta. Quale? Chi l’Almanacco già conosce, lo sa. Chi ora gli s’accosta, lo saprà. E se gli andrà a genio venga con noi a rimirar le stelle dall’alto dell’Altana. Son bene accolti tutti, giungano dal monte o dal piano. A una sola, irrinunciabile condizione: che sappian far proprio quanto Galilei (L’infinitamente piccolo e l’infinito) per sempre c’insegnò. Che "il fulgore ascitizio delle stelle non è realmente intorno alle stelle, ma è nel nostro occhio". Col suo occhio, finché avrà vista, così guarderà l’Almanacco alle cose del cielo. E della terra.