Giovanni Papini
24 Cervelli
Postfazione
di Giulio Cattaneo
Pagine
344 Euro 20,00 a ottobre 2007 in libreria 
Si può dire che questi 24
cervelli, del 1912, siano la prova generale per le Stroncature del 1916. 24
personaggi, anzi, 24 menti, pensieri, aspirazioni, successi e fallimenti
esaminati da un cervello, quello di Papini, che riesce a sovrastare tutti.
Riesce a penetrare, a giudicare, a comprendere, a interpretare con una lucidità
impressionante, una "modernità" d'intuizione Dante, Leonardo,
Dostoievskji, Buddha, Nietzsche, Vico, Whitman, i filosofi... e altri meno
noti, iniziando dal meno noto di tutti: appunto dall'Ignoto a cui dedica
l'apertura di questa galleria di individui del passato e del presente
dell'autore. Nomi che hanno fatto la storia dell'arte, della letteratura, della
speculazione e altri nomi ora dimenticati. Ma tutti vivisezionati con
quell'acuta dissacrante genialità che fa di questi "ritratti" (a
volte benevoli, spesso sarcastici) profili vivi, appassionanti. Con un acume
addirittura terrificante Papini ribalta convinzioni, aggiunge novità. Chi
credeva di sapere dovrà confrontarsi con lui.
Ecco in ordine di apparizione i 24
cervelli: IGNOTO, BUDDHA, DANTE, LEONARDO, ALBERTI, LINATI, LOCKE, BERKELEY,
SPENCER, SCHILLER, HEGEL, NIETZSCHE, EUCKEN, MICHELSTAEDTER, VICO, ARDIGÒ,
FERRI, VAILATI, FARINELLI, REGALIA, BERGSON, WHITMAN, TOLSTOI, DOSTOJEVSKI.
Giovanni
Papini [vai
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Nato nel 1881 a Firenze dove è
quasi sempre vissuto ed è morto nel 1956, Giovanni Papini fu nella sua
giovinezza uno dei più attivi promotori di cultura attraverso riviste come il “Leonardo”,
“L’Anima”, “L’Acerba” insieme, rispettivamente, a Giuseppe Prezzolini, Giovanni
Amendola e Ardengo Soffici, dopo essere stato redattore-capo del “Regno” di
Enrico Corradini e direttore nel 1912 della “Voce”.
Autore nel primo quindicennio del
Novecento di libri di narrativa come Il tragico quotidiano, Il pilota cieco e Un uomo finito, di critica e teoria
filosofica, Il crepuscolo dei filosofi, Pragmatismo, di ritratti e
interpretazioni, 24 cervelli, dei “poemetti in prosa” di Cento pagine di
poesia
e dei versi di Opera prima. Dopo la conversione, nel 1921, pubblicò la Storia
di Cristo e, fra le molte opere successive, Sant’Agostino, Dante vivo, Italia mia, La corona d’argento, Lettere agli
uomini di Celestino VI, Passato remoto, Il diavolo, La felicità dell’infelice. Postumo il Giudizio
universale del 1957.