Lenka Reinerová
A Praga e altrove
Diari dell’esilio
Pagine 176 Euro
16,00
Quattro
racconti. Quattro situazioni di vita osservate attraverso la sensibilità di una
giovane donna ebrea perseguitata. In fuga da Praga e l’approdo a Parigi: primo
esaltante periodo con fermenti intellettuali e politici condivisi con altri
rifugiati, scrittori e artisti. Poi su tanto fervore s’abbatte l’ombra nazista:
l’internamento, la fuga all’estero, l’esperienza in Marocco e in Messico. Alla
fine il ritorno a Praga. Il tutto scandito da questi quattro racconti che
racchiudono, con l’intensità e le emozioni di brevi romanzi, squarci di vita
reale, a volte drammatici, a volte ironici o grotteschi; sempre, però, di una
suggestione narrativa coinvolgente.
L’autrice riesce
a dare dell’Europa dell’epoca un quadro tragico e universale, filtrato da rara
intelligenza e acutezza psicologica. Praga, Parigi, Casablanca, Città del
Messico, Belgrado e poi di nuovo Praga: sono mete più dello spirito che
geografiche. Lì l’autrice matura, soffre, s’immerge in una realtà di cui svela
i risvolti con un’emozione che non si dimentica.
LENKA REINEROVÁ
(Praga, 17 maggio 1916 - 27 giugno 2008) di famiglia ebraica, giovanissima ha
lavorato come giornalista per la Arbeiter-Illustrierte-Zeitung. Nel 1938, in
seguito alle persecuzioni naziste, è fuggita in Francia dove è stata internata,
per poi riparare in Marocco e da lì in Messico. È tornata in Europa dopo la
fine della guerra con suo marito, il medico e scrittore Theodor Balk, vivendo
per alcuni anni a Belgrado e, dal 1948, di nuovo a Praga. All’inizio degli anni
Cinquanta, vittima delle epurazioni staliniste, ha trascorso quindici mesi in
carcere per poi essere confinata con la famiglia in provincia. È stata riabilitata solo nel 1964. Dopo la Primavera di Praga però
le è stato proibito di scrivere, è stata bandita dal partito e ha perso il lavoro
presso un editore. Negli anni Ottanta ha finalmente ripreso la sua attività di
scrittrice ed è stata l’ultima autrice in lingua tedesca del suo Paese. Nel
1999 ha ottenuto il prestigioso premio Schillerring der Deutschen
Schillerstiftung.
***
“Ancora oggi
credo che la vicinanza di persone ‘in lotta per una vita migliore’ mi abbia
impresso chiaramente il loro marchio fin dall’infanzia, sebbene sia cresciuta
ben protetta in una stanza per bambini, con una tovaglia ricamata e buone
maniere a tavola”. L’esilio, la persecuzione, l’internamento hanno trasformato
la piccola “protetta” praghese in una donna che ha sempre condiviso, nella sua
lunga esistenza, le battaglie non solo dei lavoratori ma di chi reclamava il
sacrosanto diritto alla libertà.
E libero, anche
nei momenti di più dura repressione, fu lo spirito di Lenka Reinerová che
nessun regime è mai riuscito a domare.